Save The Duck: cos’è, come funziona e perché è diventata un simbolo della moda sostenibile

Giulia Tripaldi
February 5, 2026
5 min read

Nel dibattito sulla moda sostenibile, c’è un punto fermo che torna spesso: non basta ridurre l’impatto ambientale, bisogna ripensare l’intero modello produttivo. È in questo spazio che si colloca Save The Duck, un marchio italiano che ha scelto di costruire la propria identità attorno a un’idea chiara e radicale: realizzare capi tecnici e funzionali senza utilizzare materiali di origine animale, dimostrando che innovazione, responsabilità e performance possono convivere.

Save The Duck non nasce come operazione di marketing verde, ma come progetto industriale coerente. La sostenibilità, in questo caso, non è una linea parallela al business: è la sua struttura portante.

Che cos’è Save The Duck e qual è la sua visione?

Save The Duck è un brand italiano specializzato in capispalla e abbigliamento tecnico che ha fatto della scelta animal free il proprio tratto distintivo. Il nome stesso richiama una presa di posizione netta: proteggere gli animali evitando l’uso di piume, pellicce e qualsiasi derivato animale nella produzione.

Questa visione si traduce in una strategia più ampia che riguarda anche la riduzione dell’impatto ambientale, la tracciabilità dei materiali e la trasparenza verso consumatori e stakeholder. L’obiettivo non è solo “fare meno danni”, ma dimostrare che un’alternativa industriale è possibile e replicabile.

Nel tempo, Save The Duck ha costruito una reputazione solida nel settore dell’outerwear sostenibile, riuscendo a coniugare design, tecnicità e valori etici senza rinunciare alla competitività sul mercato globale.

Come funziona l’innovazione dei materiali senza piume?

Il cuore tecnologico di Save The Duck è rappresentato dall’uso di imbottiture sintetiche ad alte prestazioni, progettate per sostituire la piuma naturale. Il materiale più noto è Plumtech®, una soluzione sviluppata per garantire isolamento termico, leggerezza e traspirabilità, riducendo al contempo l’impatto sugli ecosistemi e sugli animali.

Questa scelta ha implicazioni importanti. Eliminare la piuma significa evitare allevamenti intensivi, processi di spiumatura e filiere opache spesso difficili da monitorare. Allo stesso tempo, comporta una sfida tecnologica: ottenere prestazioni comparabili a quelle dei materiali tradizionali.

Save The Duck ha investito su ricerca e sviluppo, lavorando su fibre sintetiche sempre più efficienti e, progressivamente, su materiali riciclati. Una parte significativa delle collezioni utilizza infatti poliestere riciclato, proveniente da bottiglie in PET o da scarti industriali, riducendo il consumo di risorse vergini.

Perché Save The Duck punta sulla sostenibilità ambientale misurabile?

Nel panorama della moda, la sostenibilità dichiarata non è più sufficiente. Save The Duck ha scelto di accompagnare le proprie affermazioni con dati, obiettivi e report pubblici. I report di sostenibilità pubblicati dal brand raccontano un percorso strutturato che include la misurazione delle emissioni, l’analisi della catena di fornitura e l’impegno verso un miglioramento continuo.

La rendicontazione non è pensata come un esercizio formale, ma come uno strumento di governance. Serve a individuare criticità, orientare le scelte future e rendere il consumatore più consapevole. In questo senso, Save The Duck si colloca in una fascia ancora minoritaria del settore fashion, dove la trasparenza è spesso parziale o frammentata.

Il focus non è solo sull’ambiente. La sostenibilità viene intesa come equilibrio tra dimensione ambientale, sociale ed economica, in linea con i principali standard internazionali.

Cosa significa essere Società Benefit per un brand di moda?

Save The Duck ha scelto di diventare Società Benefit, inserendo nel proprio statuto obiettivi di beneficio comune accanto a quelli di profitto. È un passaggio significativo, soprattutto nel settore moda, dove questo modello giuridico è ancora poco diffuso.

Essere Società Benefit implica un impegno formale e verificabile. L’azienda si assume la responsabilità di generare un impatto positivo su persone, comunità e ambiente, rendicontando annualmente i risultati raggiunti. Non si tratta di filantropia accessoria, ma di una modifica strutturale del modo in cui vengono prese le decisioni strategiche.

Per Save The Duck, questo significa rafforzare la coerenza tra missione dichiarata e pratiche aziendali, riducendo il rischio di greenwashing e aumentando la credibilità verso consumatori sempre più attenti e informati.

Qual è il ruolo delle certificazioni nella strategia di Save The Duck?

Nel mondo della moda sostenibile, le certificazioni svolgono un ruolo chiave. Save The Duck aderisce a diversi standard riconosciuti a livello internazionale, che riguardano sia i materiali sia i processi produttivi. Queste certificazioni non sono semplici bollini, ma strumenti di controllo che coinvolgono terze parti indipendenti.

Attraverso questi sistemi, il brand può garantire che i materiali utilizzati rispettino criteri ambientali e sociali specifici, che le condizioni di lavoro lungo la filiera siano monitorate e che le dichiarazioni di sostenibilità siano supportate da verifiche oggettive.

Per il consumatore finale, questo si traduce in una maggiore fiducia. In un mercato saturo di messaggi green, la presenza di standard verificabili diventa un elemento distintivo.

Save The Duck è davvero un modello replicabile?

Una delle domande più interessanti riguarda la scalabilità del modello Save The Duck. La risposta non è semplice, ma alcuni elementi sono chiari. Il brand dimostra che è possibile costruire un’azienda competitiva senza ricorrere a materiali di origine animale e senza relegare la sostenibilità a un ruolo marginale.

Allo stesso tempo, il percorso richiede investimenti, competenze e una visione di lungo periodo. Non tutte le aziende sono pronte a rimettere in discussione le proprie filiere o ad accettare una maggiore esposizione pubblica attraverso report e impegni formali.

Proprio per questo, Save The Duck rappresenta un caso di studio interessante: non come modello perfetto, ma come esempio concreto di transizione possibile all’interno di un settore tradizionalmente complesso come quello della moda.

Perché Save The Duck conta nel dibattito sulla moda sostenibile oggi?

Save The Duck conta perché sposta la conversazione. Non si limita a dire che la moda può essere più sostenibile, ma mostra come farlo, con scelte industriali, strumenti di rendicontazione e un’identità coerente nel tempo.

In un contesto in cui la sostenibilità rischia spesso di diventare un’etichetta svuotata di significato, il valore del brand sta nella continuità delle sue scelte e nella capacità di rendere visibili i processi, non solo i prodotti.

Non è un punto di arrivo, ma un percorso in evoluzione. Ed è proprio questa dimensione dinamica, fatta di obiettivi, misurazioni e aggiustamenti, a rendere Save The Duck rilevante nel panorama contemporaneo.

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Giulia Tripaldi
February 5, 2026
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