Green Audiovisual: come la sostenibilità sta cambiando le regole della produzione televisiva

Giulia Tripaldi
January 6, 2026
5 min read

Ti è mai capitato di notare, prima dell’inizio di una puntata di MasterChef Italia, un breve messaggio che richiama il Green Audiovisual? È una scritta che dura pochi secondi, spesso ignorata, ma che racconta un cambiamento molto più profondo di quanto sembri. Non è un messaggio promozionale né un invito allo spettatore a comportarsi in modo più sostenibile. È il segnale che, dietro le quinte, quella produzione ha adottato un insieme di regole ambientali precise, inserendo la sostenibilità all’interno dei propri processi organizzativi.

Il Green Audiovisual non nasce per migliorare l’immagine di un programma, ma per intervenire su come i contenuti vengono realizzati. Ed è proprio per questo che rappresenta un caso interessante di eco-politica applicata all’industria culturale, un settore che per anni è rimasto fuori dal dibattito sulla transizione ecologica, nonostante il suo peso economico e simbolico.

Che cos’è davvero il Green Audiovisual

Il Green Audiovisual è un protocollo di sostenibilità ambientale pensato per il mondo dell’audiovisivo, degli eventi e dell’intrattenimento. Non si tratta di una certificazione generica, né di un semplice marchio “green”, ma di un sistema strutturato che guida le produzioni nella gestione del loro impatto ambientale.

Il principio di fondo è chiaro: la sostenibilità non viene lasciata alla sensibilità individuale, ma viene integrata nella pianificazione, nella gestione e nella rendicontazione di un progetto. Una produzione che aderisce al Green Audiovisual è chiamata a organizzare il proprio lavoro tenendo conto di consumi, materiali, logistica e rifiuti, introducendo criteri verificabili lungo tutto il ciclo produttivo.

Questo approccio sposta la sostenibilità dal piano simbolico a quello operativo. Non si chiede di “apparire verdi”, ma di lavorare in modo diverso.

Perché il Green Audiovisual non è comunicazione ambientale

Una delle caratteristiche più rilevanti del Green Audiovisual è ciò che non fa. Non impone contenuti, non chiede di inserire messaggi ecologici nelle trasmissioni, non interviene sulla narrazione. La sostenibilità resta fuori dallo schermo, ma entra con forza nei meccanismi produttivi.

Questa scelta è tutt’altro che neutrale. Significa riconoscere che l’impatto ambientale di un programma televisivo non dipende solo da ciò che racconta, ma soprattutto da come viene realizzato. Set, illuminazione, trasporti, allestimenti e gestione delle risorse diventano il vero terreno di intervento.

In questo senso, il Green Audiovisual rappresenta un cambio di paradigma rispetto a molte iniziative ambientali del passato, spesso concentrate sulla comunicazione più che sulle strutture.

Perché MasterChef è solo un esempio, non il punto centrale

Il riferimento a MasterChef è utile perché rende visibile qualcosa che altrimenti resterebbe astratto. Si tratta di una produzione complessa, con studi permanenti, troupe numerose e un’intensa attività logistica. Dimostrare che un protocollo di sostenibilità può essere applicato anche in un contesto di questo tipo serve a legittimare il modello.

Ma il Green Audiovisual non riguarda un singolo programma. È pensato per essere adottato da produzioni molto diverse tra loro, e soprattutto per diventare uno standard riconoscibile all’interno del settore. È qui che il tema assume una dimensione politica e industriale.

Perché il Green Audiovisual è una questione di eco-politiche

Le eco-politiche non si esprimono solo attraverso leggi e divieti espliciti. Sempre più spesso agiscono tramite standard, protocolli e criteri che orientano i comportamenti delle imprese. Il Green Audiovisual si colloca esattamente in questa logica.

L’adozione di linee guida ambientali strutturate diventa progressivamente una condizione di accesso a bandi, fondi pubblici e collaborazioni istituzionali. In questo modo, la sostenibilità smette di essere una scelta opzionale e diventa parte integrante della competitività di un progetto.

Questo processo è particolarmente rilevante nel contesto europeo, dove la regolamentazione delle dichiarazioni ambientali sta andando verso una maggiore richiesta di verificabilità. Dichiarare un impegno ambientale senza poterlo dimostrare non è più sufficiente. Il Green Audiovisual offre una risposta concreta a questa esigenza.

Un impatto culturale che va oltre l’ambiente

L’industria audiovisiva non produce solo intrattenimento, ma modella immaginari, abitudini e aspettative. Introdurre la sostenibilità nei suoi processi significa normalizzare un certo modo di lavorare, rendendolo progressivamente lo standard.

Il valore del Green Audiovisual sta anche qui. Non punta a sensibilizzare direttamente il pubblico, ma a modificare ciò che avviene dietro le quinte, influenzando indirettamente l’intero ecosistema produttivo. È una forma di transizione ecologica meno visibile, ma potenzialmente più duratura.

Green Audiovisual e rischio greenwashing

Il timore che iniziative di questo tipo possano trasformarsi in greenwashing è comprensibile, ma va analizzato con attenzione. Il Green Audiovisual non promette produzioni a impatto zero, né presenta la sostenibilità come un risultato immediato. Introduce invece strumenti di misurazione, monitoraggio e miglioramento progressivo.

La differenza è sostanziale. Il greenwashing si basa su affermazioni vaghe e non verificabili. Un protocollo strutturato, invece, costruisce un percorso, imperfetto ma concreto, che può essere valutato e corretto nel tempo.

Perché questo tema riguarda tutti, anche chi non lavora nella TV

Il caso del Green Audiovisual mostra come la transizione ecologica stia entrando in settori che raramente vengono associati all’impatto ambientale. Non solo energia, trasporti o industria pesante, ma anche cultura, media e intrattenimento.

Raccontare questi processi significa ampliare il concetto stesso di sostenibilità, spostandolo dal comportamento individuale alla struttura dei sistemi produttivi. È qui che le eco-politiche diventano davvero efficaci.

La sostenibilità che cambia le regole

Il Green Audiovisual non è un dettaglio marginale né una formula di facciata. È un esempio concreto di come la sostenibilità possa essere integrata nei meccanismi profondi di un settore, attraverso regole, standard e responsabilità condivise.

Osservarlo significa capire che la transizione ecologica non avanza solo attraverso grandi annunci o tecnologie di rottura, ma anche tramite cambiamenti silenziosi nelle regole del gioco. Ed è proprio in questi spazi che le eco-politiche mostrano tutta la loro forza.

Giulia Tripaldi
January 6, 2026
5 min read