Che cos’è l’ASviS e perché è diventata centrale nel dibattito sulla sostenibilità in Italia

Giulia Tripaldi
February 3, 2026
5 min read

Che cos’è l’ASviS e quando nasce

Negli ultimi anni, quando in Italia si parla di sviluppo sostenibile, di Agenda 2030 o di politiche pubbliche orientate al futuro, un nome torna con sempre maggiore frequenza: ASviS, l’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile. Non è un ente governativo, non è un partito politico e non è nemmeno una semplice associazione di categoria. L’ASviS nasce nel 2016 con un obiettivo molto preciso: portare i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’ONU dentro il dibattito pubblico, economico e istituzionale italiano, trasformandoli da principi astratti in criteri concreti di decisione.

L’Alleanza si configura fin dall’inizio come una grande rete. Riunisce università, centri di ricerca, imprese, sindacati, associazioni della società civile, fondazioni, ordini professionali e soggetti del terzo settore. Questa struttura plurale non è un dettaglio organizzativo, ma il cuore stesso del progetto: la sostenibilità, per definizione, non può essere affrontata da un singolo attore o da un solo livello di governo.

A cosa serve l’ASviS nella pratica

Capire a cosa serve davvero l’ASviS significa uscire dall’idea che la sostenibilità sia solo comunicazione o sensibilizzazione. Il lavoro dell’Alleanza è soprattutto di analisi, monitoraggio e proposta. L’ASviS osserva lo stato di avanzamento dell’Italia rispetto agli Obiettivi dell’Agenda 2030, individua ritardi e contraddizioni, e li restituisce sotto forma di dati, indicatori e raccomandazioni politiche.

Ogni anno il Rapporto ASviS diventa un punto di riferimento per istituzioni, giornalisti, decisori pubblici e mondo accademico. Non si limita a dire se le cose vanno bene o male, ma spiega perché stanno andando in una certa direzione e quali politiche potrebbero correggere la rotta. In questo senso, l’ASviS svolge una funzione che in Italia è sempre mancata: quella di ponte stabile tra conoscenza scientifica, politiche pubbliche e società civile.

Perché l’ASviS è importante nel contesto italiano

L’importanza dell’ASviS emerge con chiarezza se si guarda al contesto italiano. Il nostro Paese ha storicamente affrontato le politiche ambientali, sociali ed economiche in modo frammentato, spesso reagendo alle emergenze più che pianificando il lungo periodo. L’ASviS prova a ribaltare questo schema, introducendo una visione integrata e sistemica dello sviluppo.

La sostenibilità, nel quadro promosso dall’Alleanza, non riguarda solo l’ambiente. Include la lotta alle disuguaglianze, la qualità del lavoro, l’istruzione, la salute, la parità di genere, l’innovazione, la coesione territoriale. È proprio questa visione ampia a rendere l’ASviS un attore chiave: ricorda costantemente che una politica economica che ignora gli impatti sociali o ambientali è, nel medio periodo, una politica inefficace.

Qual è il legame tra ASviS e Agenda 2030

L’Agenda 2030 delle Nazioni Unite è il quadro di riferimento esplicito dell’ASviS. I 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile non vengono trattati come un elenco separato di buone intenzioni, ma come un sistema interconnesso. L’Alleanza lavora proprio su queste interconnessioni, mostrando come una scelta in ambito energetico possa avere effetti sulla povertà, sulla salute o sull’occupazione.

Questo approccio è particolarmente rilevante in una fase storica segnata da transizioni multiple: transizione ecologica, transizione digitale, trasformazioni demografiche. L’ASviS contribuisce a leggere questi processi in modo coordinato, evitando che le politiche pubbliche procedano per compartimenti stagni.

Come opera l’ASviS: dati, cultura e policy

L’azione dell’ASviS si sviluppa su più livelli che dialogano tra loro. Da un lato c’è il lavoro sui dati e sugli indicatori, indispensabile per misurare i progressi reali. Dall’altro c’è un’intensa attività culturale, fatta di eventi, festival, pubblicazioni e percorsi formativi che mirano a diffondere una cultura della sostenibilità accessibile ma rigorosa.

Un terzo livello, forse il più delicato, è quello del dialogo con le istituzioni. L’ASviS non ha potere decisionale diretto, ma esercita una forte influenza soft attraverso proposte normative, audizioni parlamentari e contributi ai documenti di programmazione nazionale. In questo modo, la sostenibilità entra nei processi decisionali non come slogan, ma come criterio di valutazione delle politiche.

Che ruolo ha l’ASviS per imprese e società civile

Per le imprese, l’ASviS rappresenta un riferimento autorevole per comprendere come integrare la sostenibilità nei modelli di business senza ridurla a operazione di marketing. Il dialogo con il mondo produttivo è improntato alla concretezza: filiere, lavoro dignitoso, innovazione responsabile, rendicontazione non finanziaria.

Per la società civile, invece, l’Alleanza offre strumenti di lettura e partecipazione. Rende accessibili temi complessi, traduce i linguaggi tecnici e crea occasioni di confronto tra mondi che raramente dialogano. In questo senso, l’ASviS contribuisce anche a rafforzare la democrazia informata, un elemento spesso trascurato quando si parla di sviluppo sostenibile.

Quali sono gli obiettivi strategici dell’ASviS oggi

Oggi l’ASviS si muove in uno scenario più complesso rispetto al 2016. Le crisi climatiche, geopolitiche ed economiche hanno reso evidente che la sostenibilità non è un lusso per tempi stabili, ma una condizione di resilienza. L’obiettivo dell’Alleanza è quindi duplice: da un lato continuare a monitorare l’attuazione dell’Agenda 2030, dall’altro adattare le sue proposte a un contesto in rapido cambiamento.

Questo significa, per esempio, interrogarsi su come conciliare transizione ecologica e giustizia sociale, o su come evitare che le politiche climatiche aumentino le disuguaglianze. L’ASviS insiste sul fatto che non esistono scorciatoie, ma solo scelte politiche coerenti e basate sull’evidenza.

Perché parlare di ASviS oggi è rilevante

Parlare di ASviS oggi non è un esercizio istituzionale, ma un modo per capire come l’Italia prova a misurarsi con il futuro. In un panorama spesso dominato da annunci e semplificazioni, l’Alleanza rappresenta uno spazio di approfondimento, confronto e responsabilità. Non offre soluzioni facili, ma strumenti per prendere decisioni migliori.

In questo senso, l’ASviS non è solo un osservatore, ma un attivatore di cambiamento. Ricorda costantemente che lo sviluppo sostenibile non è una moda né un vincolo esterno, ma una scelta politica e culturale che riguarda il modo in cui immaginiamo il Paese nei prossimi decenni.

Perché l’ASviS conta per il futuro dello sviluppo sostenibile in Italia

L’ASviS conta perché tiene insieme ciò che spesso viene separato: dati e valori, economia e diritti, ambiente e società. In un contesto segnato da incertezza e transizioni profonde, il suo ruolo è quello di mantenere lo sguardo lungo, ricordando che senza sostenibilità non esiste crescita duratura. Ed è proprio questa capacità di connettere visione e realtà a renderla una delle voci più autorevoli nel dibattito italiano sul futuro.

Giulia Tripaldi
February 3, 2026
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