Energia dalle onde: come funziona la tecnologia che potrebbe cambiare il futuro

Possiamo davvero produrre energia dal mare?

C’è un’energia che non si vede accumularsi, ma che non si ferma mai. È il movimento continuo delle onde, generato dal vento e trasmesso attraverso gli oceani su scala globale. A differenza del sole o del vento, che possono essere intermittenti, il moto ondoso è più stabile, più prevedibile e, soprattutto, incredibilmente denso di energia.

Negli ultimi anni, questa caratteristica ha attirato sempre più attenzione. L’energia dalle onde, nota anche come energia del moto ondoso, non è più un’idea sperimentale relegata ai laboratori. Sta entrando in una fase concreta, con progetti pilota già operativi e tecnologie che iniziano a dimostrare la loro efficacia nel mondo reale.

Tra queste, una delle più interessanti è sviluppata da CorPower Ocean, una startup europea che sta testando sistemi avanzati per trasformare il movimento delle onde in elettricità. Ma per capire davvero il potenziale di questa tecnologia, è necessario partire dalla base: come funziona.

Come si trasforma il movimento delle onde in elettricità?

Il principio è relativamente semplice, ma la sua applicazione è complessa. Le onde trasportano energia sotto forma di movimento oscillatorio. Quando una massa d’acqua si solleva e si abbassa, genera una forza che può essere intercettata e convertita in energia meccanica.

I dispositivi per l’energia dalle onde funzionano proprio su questo meccanismo. Possono essere galleggianti, sommersi o fissati al fondale. Nel caso della tecnologia sviluppata da CorPower Ocean, il sistema è costituito da una struttura galleggiante ancorata al fondo marino. Quando le onde fanno salire e scendere il dispositivo, questo movimento viene trasformato in energia meccanica attraverso un sistema di oscillazione controllata.

Qui entra in gioco la parte più interessante. Il dispositivo non si limita a subire il movimento delle onde, ma lo amplifica. Grazie a un principio simile alla risonanza, il sistema è in grado di sincronizzarsi con il ritmo delle onde, aumentando l’energia catturata. Questo movimento viene poi convertito in energia elettrica tramite generatori interni.

Il risultato è un sistema che, almeno in teoria, può produrre energia in modo continuo e prevedibile, sfruttando una risorsa naturale già disponibile.

Perché l’energia dalle onde è considerata così promettente?

L’interesse per l’energia del moto ondoso nasce da una combinazione di fattori scientifici ed energetici. Prima di tutto, la densità energetica delle onde è molto elevata. Questo significa che, a parità di spazio, possono generare più energia rispetto ad altre fonti rinnovabili come il vento.

Inoltre, le onde sono il risultato di processi atmosferici su larga scala. Anche quando il vento locale si ferma, le onde continuano a propagarsi, mantenendo una certa continuità nella produzione energetica. Questo le rende potenzialmente più affidabili rispetto ad altre fonti intermittenti.

C’è poi un aspetto geografico. Molte delle aree con maggiore potenziale energetico si trovano lungo le coste, spesso vicino ai centri abitati. Questo riduce la necessità di infrastrutture di trasmissione complesse e può facilitare l’integrazione nel sistema energetico.

Dal punto di vista ambientale, l’energia dalle onde non produce emissioni dirette e non richiede combustibili. Se sviluppata correttamente, può contribuire in modo significativo alla transizione energetica.

Quali sono i limiti reali di questa tecnologia?

Nonostante il potenziale, l’energia dalle onde è ancora lontana da una diffusione su larga scala. I limiti non sono teorici, ma pratici e ingegneristici.

Il primo problema è l’ambiente marino. Le condizioni in mare aperto sono estremamente difficili. Tempeste, corrosione, pressione e biofouling, ovvero l’accumulo di organismi marini sulle superfici, mettono a dura prova i dispositivi. Progettare sistemi resistenti, affidabili e duraturi è una sfida complessa.

Un secondo limite riguarda i costi. Le tecnologie per il moto ondoso sono ancora in fase di sviluppo e non hanno raggiunto economie di scala. Questo le rende più costose rispetto ad altre fonti rinnovabili ormai mature, come il solare e l’eolico.

C’è poi una questione legata alla manutenzione. Intervenire su dispositivi installati in mare aperto richiede operazioni complesse e costose. Questo incide direttamente sulla sostenibilità economica dei progetti.

Infine, esistono anche interrogativi ambientali. Anche se l’impatto è generalmente considerato basso, l’installazione di strutture in mare può influenzare gli ecosistemi locali, soprattutto se realizzata su larga scala.

Cosa sta succedendo oggi: il caso CorPower Ocean

Il progetto di CorPower Ocean rappresenta uno degli esempi più concreti di applicazione dell’energia dalle onde.

L’azienda ha sviluppato dispositivi ispirati al movimento del cuore umano, capaci di adattarsi alle condizioni del mare e di massimizzare l’efficienza energetica. I test più recenti, condotti al largo delle coste europee, stanno dimostrando la capacità di questi sistemi di operare in condizioni reali.

Questo segna un passaggio importante. Non si tratta più solo di prototipi sperimentali, ma di tecnologie che iniziano a confrontarsi con il mercato e con le esigenze di produzione energetica.

Allo stesso tempo, altri progetti nel mondo stanno esplorando soluzioni diverse, segno che il settore è in piena evoluzione. Non esiste ancora uno standard dominante, e questo rende la fase attuale particolarmente dinamica.

L’energia dalle onde può davvero diventare una soluzione globale?

La risposta dipende da diversi fattori. Dal punto di vista scientifico, il potenziale esiste ed è significativo. Gli oceani coprono oltre il 70% della superficie terrestre e rappresentano una fonte energetica enorme e ancora poco sfruttata.

Dal punto di vista tecnologico, i progressi sono evidenti, ma non ancora sufficienti per una diffusione massiccia. Saranno necessari ulteriori investimenti, innovazioni e test su larga scala.

Dal punto di vista economico, la competitività resta una sfida. Per affermarsi, l’energia dalle onde dovrà dimostrare di poter competere con altre fonti rinnovabili già consolidate.

Tuttavia, il suo ruolo potrebbe non essere quello di sostituire altre tecnologie, ma di integrarle. In un sistema energetico sempre più diversificato, ogni fonte può contribuire a ridurre la dipendenza dai combustibili fossili.

Perché l’energia del mare potrebbe cambiare la transizione energetica

L’energia dalle onde rappresenta una delle frontiere più interessanti della sostenibilità. Non perché sia la soluzione definitiva, ma perché amplia le possibilità a disposizione.

In un contesto in cui la domanda energetica continua a crescere, diversificare le fonti è fondamentale. Il mare, con la sua energia costante e diffusa, offre un’opportunità che fino a poco tempo fa era difficile da sfruttare.

La sfida sarà trasformare questa opportunità in una realtà concreta, superando i limiti tecnologici ed economici. Se questo accadrà, l’energia del moto ondoso potrebbe diventare una componente stabile del mix energetico globale.

Non è una promessa futuristica. È un processo già iniziato.

Giulia Tripaldi
March 27, 2026
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